Manco da un po'. Qui, intendo. Troppo da fare. Ci sono periodi così. Sarà la primavera...
Manco da un po'. Nel senso che mi sento vagamente a pezzi.
In questo periodo ho provato, nell'ordine: che cosa significa quando si infiamma il nervo sciatico, con la conseguente impossibilità di dormire nel proprio letto, ma solo, faticosamente, sul divano; che cosa si prova ad avere il più forte raffreddore allergico degli ultimi anni, con incorporati starnuti, sgocciolamenti di naso, prurito terribile agli occhi, fotofobia; che cosa si ha quando la sindrome premestruale coincide perfettamente con il cambio di stagione, ovvero nausea, senso di inadeguatezza, malumore, pancia gonfia e varie altre amenità che non oso trascrivere. Sarà la primavera...
Vorrei aggiungere che il nipotino (il secondo, ovvero avrei già dato...) della signora che abita sopra di me, in questi giorni, ha quasi demolito l'appartamento. Le attività preferite dal bambino sono, nell'ordine: correre avanti e indietro senza sosta (con le scarpe ai piedi); sollevare e lasciar cadere la macchinina di plastica (no, non il modellino, quella grande su cui c'è lui); spingere le sedie di casa (che, ovviamente, non hanno i feltrini) come se fossero carrelli della spesa; spingere la poltrona e il divano (sempre senza feltrini) che quelli sì che fanno un bel rumore! Non mi stupirei se improvvisamente il soffitto crollasse e lui venisse giù! Confesso che dopo cinque ore al giorno (fine settimana incluso) del suddetto supplizio, incomincio ad avere istinti omicidi... Ho provato a dire qualcosa alla nonna, ma lei, candida, mi ha risposto: "Ma se è così buono!".
Ho finito con le lamentele. Chiedo scusa agli amici che leggeranno questo sfogo. Sarà la primavera?