martedì, 22 aprile 2008

Venezia 03

postato da: chocolateberry alle ore 13:00 | Permalink | commenti (13)
categoria:domande, silenzio
lunedì, 21 aprile 2008
Quel burlone di Ferlinghetti http://caosdisordine.splinder.com/ mi ha incatenata al giochino da fare e alle sue regole.

Intanto vi presento i sei fortunati estratti per continuare questa catenella... Spero che non mi detestino troppo e chiedo perdono da subito! Mettiamola così: rivelare qualcosa di sé può essere curioso! 

Cetti http://mondoincostruzione.splinder.com/

MissT http://easyuse.splinder.com/

Zop http://zop.splinder.com/

Farolit http://farolit.splinder.com/

Gru http://grublog.splinder.com/

Caliyuga http://caliyuga.splinder.com/

REGOLAMENTO:

- indicare il link di chi vi ha coinvolti

- inserire il regolamento del gioco sul blog

- citare sei cose che vi piace fare e perchè

- coinvolgere altre sei persone

- comunicare l'invito sul loro blog

Sei cose che mi piace fare (in ordine sparso):

1. Mangiare cioccolato Perché sono "drogata" e non posso vivere senza

2. Ballare il tango Perché coinvolge tutti i miei sensi

3. Leggere Perché mi fa sognare

4. Scrivere Perché mi libera nello spazio e nel tempo

5. Fotografare Perché posso collezionare emozioni

6. Cucinare Perché stimola la creatività e mi rilassa
postato da: chocolateberry alle ore 18:05 | Permalink | commenti (12)
categoria:scrivere, domande
venerdì, 18 aprile 2008

Il balcone era affacciato sul cortile, riparato da una tenda bianca e leggera scostata da un lato in un angolo. La donna era affacciata al balcone in pigiama e il pigiama erano due, il sopra rosa e il sotto azzurro. Assorta, la donna spezzettava un tozzo di pane in grandi briciole che lasciava cadere giù sull'asfalto. Una neve di quadretti. Farina, lievito, forno e dubbi. I capelli corvini, raccolti in una coda bassa, avevano una scriminatura perfetta nel mezzo. Cibo per gli uccellini, pensava. E intanto sgranava il pane come fosse un rosario, pregando tutti i suoi silenzi. Una buona azione, pensò. E si sentì subito meglio.

postato da: chocolateberry alle ore 20:26 | Permalink | commenti (6)
categoria:scrivere, silenzio, storie damore
venerdì, 18 aprile 2008

Tuona sopra i pini. La nube densa sgrana le sue uve, cade l’acqua da tutto il cielo vago, il vento scioglie la sua trasparenza, si riempiono gli alberi di anelli, di collane, di lacrime fuggenti. Goccia a goccia la pioggia si raccoglie ancora sulla terra. Un solo tuono vola sopra il mare e i pini, un tuono opaco, oscuro, un movimento sordo: si trascinano i mobili del cielo. Di nube in nube cadono i pianoforti delle altezze, gli armadi celesti, le sedie e i letti cristallini. Tutto è trascinato dal vento. Canta e racconta la pioggia. (P. Neruda )


O pioggia silenziosa, senza burrasca e senza vento, pioggia serena e pacifica di campi e di dolce luna: pioggia buona e pacifica, vera pioggia quando amorosa e triste cadi sopra le case. (F. Garcia Lorca)


(...) Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, sui ginestri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani (...) La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. (...) (G. D'Annunzio)

postato da: chocolateberry alle ore 10:19 | Permalink | commenti
categoria:poesia, scrivere, silenzio
lunedì, 14 aprile 2008
Venezia 02E' il tempo dell'oro. Annegano nel magma piccoli occhi curiosi che tutto osservano. Solo perché non li possiamo vedere, non è detto che non esistano. E' il tempo dell'universo. Fluttuano nel cielo grandi stelle dipinte che nuotano nell'oro del tramonto. Solo perché non le possiamo vedere, non è detto che non esistano. E' il tempo dell'infinitamente piccolo. Danzano nel microcosmo infaticabili particelle multiformi. Solo perché non le possiamo vedere, non è detto che non esistano.
postato da: chocolateberry alle ore 10:16 | Permalink | commenti (4)
categoria:scrivere, silenzio, storie damore
domenica, 13 aprile 2008
Si conobbero quando erano molto giovani. Lui magrissimo e lei sottilissima. Fu un colpo di fulmine. Si sposarono. I due invecchiarono insieme e mentre lui pativa diversi acciacchi, lei continuava a godere di ottima salute. Mai un raffreddore, un'influenza, un esame del sangue. A dirla tutta: mai niente. Lui era ancora magro, ma aveva preso un po' di pancia e alcune rughe si disegnavano via via sul suo volto, mentre i capelli, una volta neri corvini, ingrigivano. Lei era ancora mora, sottile e sul suo viso non vi era traccia di rughe. Aveva grandi occhi verde scuro lievemente sporgenti, contornati da lunghe ciglia ricurve. Occhi insolitamente distanti tra loro, come se la natura avesse deciso di divaricarle lo sguardo. Sorrideva sempre. Le sue gambe affusolate svettavano su tacchi altissimi, sotto le gonne corte che lei portava con disinvoltura, nonostante l'età che avanzava. A guardarle bene, quelle gambe avevano qualcosa che insospettiva. A guardarle bene, quelle gambe erano di un colore uniforme che quasi spaventava. A guardarle meglio, ci si accorgeva che sotto quella pelle tesa non si vedevano le vene... Nemmeno lui, ormai vicino alla fine, se ne avvide mai, accecato dall'amore che tutto può. Nemmeno lui, ormai prossimo alla fine, si rese conto di aver passato tutta la vita insieme a un essere speciale. Una donna senza vene. Una creatura venuta da molto, molto lontano. Né lui né altri sospettarono mai che lei fosse quello che a tutti gli effetti era: un'aliena.
postato da: chocolateberry alle ore 14:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:scrivere, silenzio, storie damore
martedì, 08 aprile 2008
Lascia che la poesia sia in te e tu in lei in ogni respiro.

Solo così si può continuare a sognare. Solo così è sopportabile vivere.

Le cose non sono quelle che sono, ma quelle che noi sognamo esse siano...
postato da: chocolateberry alle ore 20:59 | Permalink | commenti (6)
categoria:scrivere, silenzio, storie damore
martedì, 08 aprile 2008
Mi frulla in testa una questione: se su si dice su, perché mai salita non si dice sulita? E se giù si dice giù, perché mai discesa non si dice giuscesa? La domanda può sembrare inopportuna, ma se ci si pensa bene, ci sono un mucchio di buffe cose nella lingua italiana...
postato da: chocolateberry alle ore 10:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:domande