Ciao mamma.
Fai buon viaggio.
Ci incontreremo nei sogni.
Chi verrò io a trovare in questo mondo quando sarò morta?
Con chi mi incontrerò nei vorticosi sogni notturni che generano abbracci segreti?
Chi si ricorderà di me quando non sarò più di questa vita?
Non ho una figlia ad attendermi in nessun luogo con gli occhi chiusi dal sonno.
Di lei ho visto un solo occhio scuro, truccato di nero, allungato e socchiuso. Un guizzo tra i suoi stessi capelli mori e la nuca notturna del suo cavaliere. Un tango armonioso e sicuro. Un dialogo senza eccessi né sbavature. Sono passati, si sono allontanati. Arrivavano dall'Argentina, con pelle ambrata e profumo di ampi spazi, con capelli corvini e sguardi di brace, con passi perfetti come alfabeti dell'infanzia e voleos immaginari consumati in frazioni di secondo...
Di lei ho visto un solo occhio scuro, truccato di nero, allungato e socchiuso, perduto sonnambulo nell'abbraccio del tango.
Una melodia accompagnava l'uomo. Qualunque cosa facesse, lui la ascoltava. Non si fermava mai, la musica. Era nelle sue orecchie, nella sua testa, nella sua anima. Certe volte poteva ballarla, tanto era intensa. Era nel suo corpo, la musica. Una melodia unica, struggente e irripetibile, come solo il ritmo della vita sa essere...