Quante rotazioni compie, sul suo asse inclinato, la tua giornata di ventiquattro rose?
Quante rotazioni compie, sul suo asse inclinato, la tua giornata di ventiquattro rose?
Oggi è una giornata così azzurra, che mi è venuta voglia di colorarla di rosa.
Un uomo. Una donna. Lo sguardo si posa e domanda in silenzio. I corpi si chiamano, desiderano incontrarsi. La musica ha il ritmo languido delle carezze o quello intenso della passione. L'uomo si avvicina, la donna si lascia cingere nell'intimità di un abbraccio che accoglie e cura. Lui la guida sulla melodia e lei si lascia condurre. L'intenzione che viene dall'uomo muove i passi della donna in un dialogo senza parole, perché qui le parole non servono. L'universo maschile e quello femminile si incontrano per fondersi nello spazio misterioso e insondabile di un'emozione. Viso contro viso, petto contro petto, anima contro anima. Quell'uomo e quella donna ballano un sentimento unico e irripetibile. Stanno ballando il loro tango.
Che la vostra vita insieme sia come un tango, il vostro tango unico e irripetibile.





Desiderio di terra, ocra, rosa.
Squarci di cielo opaco tra le mura antiche.
Camminare e sentire il silenzio. Solo il silenzio e il sole.
Riflessi perduti nel tempo.
Quando guardo i piedi di Geraldine rimango incantata come una bambina
davanti alla vetrina dove è esposto il gioco dei suoi desideri...
Disegnano la musica sul pavimento e nel cuore. Arabeschi di milonga. Piedi magici.
I due si conoscevano sin da bambini. Avevano giocato insieme nel cortile. Avevano diviso la merenda, pane burro e marmellata, e molte scoperte. Si erano scambiati giochi e sorrisi.
Nell'adolescenza si erano scambiati i primi baci. Avevano condiviso la bicicletta, lui il sellino e lei la canna, per scoprire la campagna intorno a casa.
Cresciuti, avevano provato l'amore ed erano diventati inseparabili.
Lui era un sognatore, lei il suo sogno. Lei era una sognatrice, lui il suo sogno.
Avevano grandi progetti da realizzare insieme. Il più grande di tutti riguardava l'umanità intera. Vivevano per costruire un mondo privo di ingiustizie e brutture, senza bugie e cattiverie, un mondo equo e solidale. Questo era il loro sogno.
Invecchiarono insieme e morirono insieme. Ma c'è chi dice di vederli ancora, in giro per mano come due bambini, come due anziani, nelle sere pulite che si stemperano nelle notti stellate.
Uto e Pia sono tra noi, inseparabili e immortali. E continuano a sognare.